Capitale storica della Contea di Nizza, Nizza ha fatto da sempre parte della Liguria sotto l'Impero Romano, nel Regno longobardo e nel Regno d'Italia, il quale fu incluso nell'Impero carolingio prima e nel Sacro Romano Impero poi. Foglio officiale del Polesine, Constatazione del plebiscito. Tra il 20 e il 24 maggio vennero svolte le operazioni di scrutinio.[3]. Nel 1626 il governo cittadino decise di proclamare la libertà di commercio dando inizio un periodo di prosperità. Perchè Savoia e Nizza furono ceduta alla Francia nel 1860? La dominazione gotica durò fino alla riconquista nel 552, a seguito delle guerre gotiche, da parte dell'Impero romano d'Oriente che ne fece un importante caposaldo marittimo. Il governo provvisorio della Lombardia con decreto del 12 maggio stabilì le votazioni in registri, con la scelta tra l'unione immediata agli Stati sardi e il rinvio della decisione ad un momento successivo. Di Gianluca Ricci Può sembrare una classica boutade di quelle che raccolgono migliaia di click, ma si tratta di una faccenda paradossalmente seria, serissima:la Francia potrebbe essere costretta a restituire la Corsica all’Italia. La crescita tumultuosa della città, dovuta principalmente al turismo, fra la fine dell'Ottocento e la prima metà del Novecento, e l'arrivo di immigrati provenienti da ogni parte della Francia e dall'estero sommerge l'antico nucleo etnico nizzardo. Gli scavi archeologici del sito di Terra Amata fanno risalire i primi insediamenti umani nella zona addirittura a 400.000 anni fa.[1][2]. Diciotto anni dopo tuttavia, con la caduta dell'impero napoleonico e l'avvento della restaurazione, Nizza tornò al regno di Sardegna con il trattato di Parigi del 1814. Pochi anni dopo, nel 1705, un nuovo assedio da parte dei francesi portò alla distruzione del Castello, della cittadella e delle mura. Dopo dieci anni la città fu però nuovamente attaccata dall'alleanza franco-ottomana tra Francesco I e il pirata turco Khayr al-Din Barbarossa. Nel 1691, durante la Guerra della Grande Alleanza, la città venne occupate dalle truppe del generale Nicolas Catinat, nel 1697 Nizza fu restituita al ducato di Savoia per effetto del trattato di Torino. La città resterà parte delle vicende storiche della casa Savoia fino al 1860. "1866: LA GRANDE TRUFFA" Il plebiscito di annessione del Veneto all'Italia" di ETTORE BEGGIATO - Editoria Universitaria Venezia, 1999. vedi LA GRANDE TRUFFA . Allo scoppio della seconda guerra mondiale Nizza si distinse per la resistenza antinazista, fu vittima di rappresaglie e di deportazioni di ebrei che vi avevano trovato rifugio durante i mesi di occupazione da parte del Regno d'Italia. Daniele Manin e la Repubblica di Venezia, Rivista Popolare. Il contenuto è disponibile in base alla licenza, L'annessione alla Francia rivoluzionaria (1792-1814), Thermoluminescence dating of burnt flint: application to a Lower Paleolithic site, Terra Amata. 1 stabiliva che «Le provincie Venete e quella di Mantova fanno parte del Regno d'Italia». Il quotidiano fu promotore dell'unione del Nizzardo all'Italia durante il Risorgimento. ANNESSIONE DELLA CORSICA ALL'ITALIA firma ora Visto i 150 anni passati dalla spedizione dei mille credo sia ormai ora di fare sentire la voce degli italiani contro l'imperialismo francese! Il termine fu coniato dagli irredentisti italiani, il cui obiettivo era l'inclusione di tutte le popolazioni di lingua italiana nei confini del Regno d'Italia. Il governo francese inviò a Nizza 10.000 soldati, chiuse il giornale Il Diritto e incarcerò molteplici irredentisti. Dopo il luglio del 1940 e l'instaurazione del regime di Vichy, le aggressioni antisemite accelerarono l'esodo, iniziando nel luglio 1941 e continuando fino al 1942. Grazie all'opera dell'avvocato ebreo Angelo Donati e del cappuccino Padre Maria Benedetto le autorità fasciste frenarono l'applicazione delle leggi antisemite e la deportazione degli ebrei.[20]. Il centralismo dello Stato francese fa inoltre tramontare in pochi anni le libertà civiche di cui la città aveva a lungo goduto. Dopo le trattative diplomatiche Cavour, che tramava per portare in porto l’unità d’Italia, ebbe il consenso dell’imperatore all’annessione al Piemonte della Toscana e della Romagna, in cambio del rispetto degli accordi di Plombières (1858) sulla cessione di Nizza e della Savoia alla Francia. Alla fine degli anni '80, voci di corruzione politica nel governo della città sono emerse sempre più di frequente; indagato, Jacques Médecin nel 1990 abbandonò il paese, per essere arrestato tre anni più tardi in Uruguay ed estradato in Francia nel 1994, dove venne condannato per vari reati di corruzione e crimini associati e incarcerato. 1 stabiliva «Roma e le provincie romane fanno parte del Regno d'Italia».[9]. Il quesito del plebiscito era Volete far parte della monarchia costituzionale del Re Vittorio Emanuele II?. Un quarto circa della popolazione di Nizza, quelle famiglie più legate all'Italia e spesso più abbienti, abbandonarono la città (esodo nizzardo), conservando la cittadinanza sabauda (e quindi italiana) e si trasferirono prevalentemente nelle località di Ventimiglia, Bordighera e Ospedaletti,[16] dando vita al movimento dell'irredentismo italiano a Nizza. Camera dei deputati, "Le assemblee del risorgimento. L' Irredentismo italiano a Nizza fu un movimento politico che promosse l'annessione della città di Nizza al Regno d’Italia. (FR) Convention de délimitation entre la France et la Sardaigne, conclue à Turin le 7 mars 1861 suite au traité du 24 mars 1860, su bornes.frontieres.free.fr. Nel decennio successivo cresce il malcontento nei confronti della Francia, alimentato da molti aristocratici restati fedeli alla dinastia sabauda e da frange di sinistra repubblicane e garibaldine. ; L'annessione di Nizza e della Savoia alla Francia 1860, su histoire-pour-tous.fr. I monaci diedero, inoltre, un notevole apporto alimentare grazie agli allevamenti e alla conservazione degli alimenti, proteine e grassi, come olio, burro, formaggi, salumi, grazie a sale e spezie; inoltre si adoperarono per la riapertura delle vie commerciali e delle vie del sale e il commercio dalla marittima ligure lungo le valli alpine ed appenniniche verso il piemonte e con gli altri monasteri fondati nei territori liguri con scambi di merci varie come olio, sale, legname, carne, ecc. Tuttavia, molto presto, l'opinione generale si volse contro i francesi a causa delle requisizioni ordinate dai militari, dei saccheggi e delle esazioni compiuti dalle truppe occupanti. Nel novembre del 1942, a seguito dell' operazione Anton, il Regio Esercito espanse la propria zona d'occupazione. A richiamare l’attenzione dei media è stata una petizione on line pubblicata qualche settimana fa in cui si chiede di aderire alla richiesta di sospendere il pagamento dei tributi all’Unione Europea se i francesi non mett… [12], Il 27 novembre, con decreto della Convenzione, tutta la Savoia venne annessa alla Francia e poco dopo, il 13 gennaio 1793, la stessa sorte toccò a Nizza.[12]. In Savoia su 135.449 iscritti, votano 130.839, di cui 130.583 favorevoli all'annessione e 235 contrari. [6], Sia le province napoletane sia le province siciliane erano parte dal dicembre 1816 del Regno delle Due Sicilie. Approfittando dei disordini scoppiati in Provenza a seguito della nascita dell'Unione di Aix, il 27 settembre 1388 il comune di Nizza, in funzione antiprovenzale, si mise sotto la protezione di Amedeo VII di Savoia, il quale assunse il titolo di conte di Nizza. All'Italia furono assegnate 78 navi francesi, in gran parte piroscafi da carico a carbone di vario tonnellaggio, 2 navi inglesi e 10 navi greche. Trattato di Torino, su mjp.univ-perp.fr. vedi VENETO E EMIGRAZIONE . [9], L'annessione fu formalizzata con regio decreto 9 ottobre 1870, n. 5903, che all'art. Su un totale di 44.000 abitanti, emigrarono in Italia oltre 11.000 persone da Nizza nel decennio successivo al 1861. L'annessione di Nizza alla Francia venne confermata all'inizio dell'epoca napoleonica, con l'armistizio di Cherasco del 1796, confermato poche settimane dopo dal Trattato di Parigi. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 15 dic 2020 alle 12:37. Nella seconda metà del XX secolo, Nizza ha goduto di un boom economico principalmente guidato dal turismo e dalle costruzioni. Nel 1860, un anno prima dell'unità d'Italia, Nizza fu annessa alla Francia. Viene inoltre avviato un processo di francesizzazione dei cognomi dei residenti (numerosi i Bianchi diventati Le Blanc, i Del Ponte diventati Dupont, i Pastore diventati Pastor, etc.). In età romana Nicaea rivaleggiò con la vicina città di Cemenelum che continuò ad esistere fino all'invasione longobarda del territorio. Il 24 Marzo del 1860 il cinico statista Cavour diventò ufficialmente traditore della Patria, gli Stati Sardi: vendette la moglie al diavolo, anzi peggio, regalò (o vendette) alla Francia due province regie, parte del sacro suolo patrio, ma soprattutto mercificò i cittadini di quei territori. L'8 settembre 1792 il ministro degli esteri del governo rivoluzionario francese Lebrun-Tondu diede ordine all'esercito d'invadere la Savoia:[11] e il 22 settembre dello stesso anno le truppe francesi, agli ordini del generale Montesquiou, entravano a Chambéry. La volontà di scristianizzare il paese, com'era avvenuto in Vandea ed in Bretagna, le requisizioni militari e la coscrizione obbligatoria dei giovani seguita dal loro arruolamento forzato, aumentarono notevolmente le schiere dei barbets[13], i componenti del movimento armato semiclandestino detto appunto "barbetismo". Soppresso in seguito all'annessione di Nizza alla Francia nel 1860, il quotidiano non è più stato ripristinato. Dagli antichi Stati all’Italia unita Durante il biennio 1848-49 il tema della nazione si impose negli Stati della penisola italiana con una risonanza di ampiezza sin lì sostanzialmente sconosciuta. Fu possibile votare nei registri fino al 29 maggio. Prefazione generale. Dopo questa annessione nasce a Nizza un movimento che promuove nuovamente l’annessione all’Italia, conosciuto come Irredentismo italiano a Nizza. Dopo l'annessione nacque un movimento che promosse l'annessione di Nizza all'Italia; questo movimento è conosciuto come Irredentismo italiano a Nizza. Nel 1642, in virtù dell'alleanza di Carlo Emanuele II con la Francia, la guarnigione spagnola presente in città venne cacciata. Durante la Guerra di successione austriaca l'entroterra nizzardo venne più volte invaso dalle truppe franco-spagnole, senza che però queste riuscissero a prendere la città. 15 likes. Le porcherie, le repressioni, gli inganni che hanno caratterizzato il plebiscito-truffa di annessione del Veneto all’Italia che si è tenuto il 21 e 22 ottobre 1866 sono, ormai, di dominio comune. Dopo qualche anno di guerra la pace fu stipulata nella vicina Villeneuve-Loubet dietro mediazione di papa Paolo III (Trattato di Nizza).[10]. La sera del 14 luglio 2016 sul Lungomare degli Inglesi, il franco-tunisino Mohamed Lahouaiej Bouhlel scagliò un camion contro la folla riunita per gli annuali festeggiamenti della presa della Bastiglia, facendo 87 morti e 202 feriti (Strage di Nizza).[21][22][23][24]. [15] Giuseppe Garibaldi, nato a Nizza durante il precedente periodo francese, era opposto alla cessione, e affermava che il plebiscito fosse stato pilotato in funzione filo-francese, con il consenso dei Savoia. L'annessione fu ratificata anche dal plebiscito della popolazione con 25.743 a favore, 160 voti contrari e 5.000 astenuti. Giuseppe Garibaldi, 19 maggio 1882, da Caprera mirando le coste della Corsica 6 ottobre 1870, Atti delle giunte di governo e della luogotenenza per le province romane, La costruzione dello Stato e i nuovi indirizzi politici - I plebisciti, Plebiscito delle province lombarde del 1848, Fasti Legislativi e Parlamentari delle Rivoluzioni Italiane del Secolo XIX, Plebiscito delle provincie dell'Emilia del 1860, Atti Costitutivi dell'Unità d'Italia (1859-1860), Plebiscito delle province siciliane del 1860, Plebiscito delle province napoletane del 1860, Marianna De Crescenzo, detta la Sangiovannara, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Plebisciti_risorgimentali&oldid=117284394, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo, Per la fusione immediata agli Stati sardi. A questo plebiscito venne eccezionalmente concesso il voto alla poetessa e patriota Maria Alinda Bonacci Brunamonti, unica donna a cui fu concesso il voto. Nel 1940, all'inizio della seconda guerra mondiale, l' Italia occupò militarmente parte del territorio francese oltre le Alpi. RITORNO PAGINA INIZIALE CRONOLOGIA STORICA DI VENEZIA. A Nizza era indicato a parte anche il voto di 1409 militari (1200 sì, 186 no e 23 nulli). Le conseguenze della guerra furono pesanti: la popolazione diminuì del 15% e la vita economica fu completamente distrutta. Il 26 marzo 1848 gli austriaci sgomberarono il castello di Piacenza e lo stesso giorno nella città fu stabilito un governo provvisorio. L'ondata migratoria dei Pieds-noirs negli anni sessanta - ex coloni francesi profughi dall'Algeria dopo l'indipendenza del 1962, tra cui anche molti italo-algerini - ha anche dato un impulso alla città e ha in qualche modo modificato la composizione della popolazione e le opinioni tradizionali; i pieds-noirs restano visti da taluni come un corpo estraneo alla città, e unitamente alla globalizzazione di fine millennio, spingeranno anzi alcuni nizzardi a riporre le proprie speranze in una forma di nazionalismo sempre più escludente ed acceso e, in taluni casi, anche intollerante. Tra i voti per gli Stati sardi erano inclusi 1680 voti di militari, 200 voti della colonna mobile parmense e il voto del vescovo di Borgo San Donnino. Il 26 agosto 1942, 655 ebrei di origine straniera furono rastrellati dal governo di Laval e internati nella caserma di Auvare. Viceversa, Mazzini non aveva mai pensato alla possibilità di un'annessione all'Italia del Canton Ticino e, come lui, nessun irredentista italiano; bisogna arrivare al ventennio fascista per trovare dei progetti in tal senso, per quanto piuttosto vaghi, e allargati agli altri due cantoni svizzeri dei Grigioni e del Vallese. Che fine avevano fatto i voti, la maggioranza assoluta, dei contrari all’annessione? Sempre nel 1871 il malcontento degli italiani a Nizza verso la Francia si esprime nei tre giorni di rivolta popolare (Vespri nizzardi), promossi dallo stesso Garibaldi. N el 1861 fu proclamata l'unità d'Italia.Cavour, dietro cessione di Nizza e della Savoia era riuscito a far accettare a Napoleone III l'annessione della Toscana e dell'Emilia Romagna che venne sancita da un plebiscito popolare. Frate Marco fu congedato e si ritirò in un convento dove visse per il resto della vita. È di questo parere lo storico nazionalista nizzardo Alain Roullier, che definisce «, Indicativo a tale proposito è un passaggio de, Nice mayor: 'Tens of dead' when truck runs into crowd, Nice attack: At least 84 killed during Bastille Day celebrations, Ultima modifica il 20 nov 2020 alle 04:15, monastero di Villaregia di Santo Stefano al Mare, abbazia di Nostra Signora del Canneto di Taggia, Annessione della contea di Nizza alla Francia, Ligue pour la Restauration des Libertés Niçoises, Histoire de Nice et des Alpes Maritimes pendant vingt et un siècles, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Storia_di_Nizza&oldid=116783213, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo. L'anno successivo la controffensiva sabauda giunse fino a Tolone, sottoposta anche a blocco navale dagli inglesi che avevano occupato le Isole di Lerino nella cui baia, bloccata dalla marina britannica, si trovava larga parte della flotta francese. Da Nizza molti cercarono ulteriore rifugio nelle colonie francesi, in Marocco e nel Nord e Sud America. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 20 nov 2020 alle 04:15. Il 31 gennaio 1793 la Convenzione decretò l'annessione alla Francia anche della Contea di Nizza. Nel 1561 Emanuele Filiberto di Savoia abolì l'uso del latino come lingua amministrativa e introdusse la lingua italiana come lingua ufficiale del governo a Nizza. I plebisciti per l'annessione al Secondo Impero francese dei territori di Nizza e di Savoia si svolsero rispettivamente il 15-16 aprile e il 22-23 aprile. Il lato orientale era invece protetto dalle fortificazioni del Castello. Solo nel 1860, dopo una prima annessione con ritorno alla Savoia, e quindi un anno prima dell’unità d’Italia, Nizza fu annessa alla Francia. [7], I plebisciti per l'annessione al Regno d'Italia delle legazioni delle Marche e dell'Umbria si svolsero il 4 e 5 novembre 1860.[8]. Nizza 1860-2010 : Nizza terra Garibaldina ! [senza fonte]. [8][9] In questa fase Nizza fu alleata fedele di Genova, al fianco della quale combatté contro Pisa e Venezia. Con gli accordi di Plombières stretti fra Cavour e Napoleone III nel 1858, il Regno di Sardegna promise la cessione di Nizza e della Savoia all'alleato L'annessione di Tenda e Briga alla Francia (1945-1947) [1], Nel territorio di Parma con atto dell'8 maggio il governo provvisorio locale aprì le votazioni per scegliere lo stato a cui unirsi. Il plebiscito per l'annessione al Regno d'Italia dei territori di Roma e provincia e delle province di Civitavecchia, Frosinone, Velletri e Viterbo si svolse il 2 ottobre 1870; il quesito era così formulato: Desideriamo essere uniti al Regno d'Italia, sotto la monarchia costituzionale del re Vittorio Emanuele II e dei suoi successori. Tali politiche portano a una progressiva omogeneità culturale tra la città e il resto della Francia metropolitana. I due plebisciti si svolsero il 21 ottobre con il quesito Il popolo vuole l'Italia Una e Indivisibile con Vittorio Emanuele Re costituzionale e i suoi legittimi discendenti?. Sotto la loro guida, c'è stato un ampio rinnovamento urbano, inclusa la costruzione del centro congressi, i teatri, le nuove arterie e le superstrade. Nizza e la sua regione sono geograficamente italiane, così come la loro cultura e la loro storia: devono perciò appartenere alla Repubblica italiana. Il sacco di Nizza ricordato dalla tradizione oralee mai creduto alla versione ufficiale visto il massiccio voto afavore di annessione. Nel settembre 1939 Nizza divenne rifugio di molti stranieri sfollati, in particolare ebrei in fuga dall'occupazione nazista in Europa orientale. Nel 1871, alla caduta del II Impero, dei quattro deputati eletti nel dipartimento nizzardo delle Alpi Marittime, ben tre hanno fama di essere filo-italiani o comunque separatisti, incluso lo stesso Giuseppe Garibaldi. La storia dell'annessione di Nizza mi ha sempre interessato ma fatico a trovare una visione equilibrata, cioè non influenzata dalla visione francese o italiana. Il Pensiero di Nizza. Nel 1108 Nizza si organizzò sotto forma di libero comune e dal 1144 il governo della città fu affidato a quattro consoli, che negli anni acquisirono abbastanza potere da poter mettere in discussione la supremazia del vescovo. I primi résistants nizzardi a partire dal settembre 1940 furono un gruppo di ex studenti del liceo di Nizza (oggi Lycée Masséna), poi arrestati e giustiziati nel 1944 presso Castellane (gola del Verdon). Che lingua si parlava nella contea di Nizza prima dell’annessione della contea alla Francia (1860 d.C.)? Originariamente Scritto da Candido a Genova l'aeroporto l'hanno fatto sul mare lungo la costa in un posto dove probabilmente si poteva fare una Nizza ebbe anche un suo cittadino fra i protagonisti delle spedizioni mirate alla scoperta e alla conquista delle terre del continente americano, vicenda nella quale egli giocò un ruolo determinante sebbene non particolarmente encomiabile. A Nizza su 29.149 iscritti votano 24.608 dei quali 24.448 favorevoli all'annessione e 160 contrari. La città medievale circondava la città antica, protetta sul lato di terra dal fiume Paviglione, più tardi coperto (oggi percorso del tram). La Ligue pour la Restauration des Libertés Niçoises e il Parti Niçois/Partit Nissart, su posizioni indipendentiste, e Nissa Rebela, su posizioni autonomiste, sono i principali tra questi movimenti. Nizza ormai é meglio lasciarla perdere, anche la sua componente italiana é francese e francofila fino al midollo, ed é un'ingiustizia storica alla quale é impossibile rimediare. Il plebiscito per l'annessione al Regno d'Italia dei territori toscani si svolse tra l'11 e il 12 marzo 1860. Note: non fu riconosciuto valore legale al plebiscito da parte del governatore straordinario Luigi Carlo Farini, che decretò l'istituzione di un'assemblea rappresentativa. L'8 febbraio 1871, 11 anni dopo la fraudolenta annessione della Contea di Nizza alla Francia, in occasione delle elezioni legislative il popolo nizzardo ha votato a schiacciante maggioranza la lista separatista capeggiata da Giuseppe Garibaldi. In seguito si convinse dell'esistenza delle sette città dorate di Cibola; partecipò alla spedizione di Francisco Vázquez de Coronado, che verificò come le città dorate fossero soltanto villaggi indigeni. I plebisciti furono indetti per la legittimazione di annessioni e variazioni territoriali relative al Regno di Sardegna e successivamente al Regno d'Italia. Tutto ciò diede origine a una spontanea reazione di resistenza clandestina della popolazione nizzarda alle soperchierie, quando non atrocità, compiute dalle truppe di occupazione francese e nasceva così il barbetismo. Anche l'area del porto era circondata da mura, secondo i disegni pervenuti fino a noi. I plebisciti risorgimentali sono i plebisciti tenuti nel corso del XIX secolo per ratificare l'annessione di territori, in particolare in relazione al Regno di Sardegna e al Regno d'Italia, portando così all'Unità d'Italia. Con la rivoluzione russa saranno poi in molti a trasferirvisi in pianta stabile negli anni '20 e '30, riuniti attorno alla Chiesa russa ortodossa di San Nicola. I paracadutisti americani entrarono in città il 30 agosto 1944 e Nizza fu finalmente liberata (Operazione Dragoon). Viene anzitutto soppressa la stampa non filo-francese e per ordine del governo vengono chiusi i giornali nizzardi di lingua italiana: nel 1861 Il diritto di Nizza e La Voce di Nizza, momentaneamente riaperto nel 1871 durante i Vespri nizzardi, e più tardi, nel 1895, Il Pensiero di Nizza, testate per le quali scrivono i più importanti giornalisti e scrittori di lingua italiana della città, come Giuseppe Bres, Enrico Sappia e Giuseppe André. Il 15 e 16 aprile si tennero a Nizza e in Savoia i plebisciti per conoscere il parere delle popolazioni locali in merito all’annessione del loro territorio alla Francia. La forza marittima di Nizza andò aumentando progressivamente, fino a poter competere con i corsari barbareschi; le sue fortificazioni furono ampliate e le sue strade migliorate.Durante sesta guerra d'Italia Nizza soffrì molto, a causa anche di un'epidemia di peste che la colpì. La popolazione di Nizza si sollevò dall'8 al 10 febbraio ma fu repressa dalle truppe francesi. [4] Fu possibile votare nei registri fino al 29 maggio. Nel 1600 il duca di Guisa, governatore della Provenza, tentò di conquistare la città, che però venne brillantemente difesa dal suo governatore, Annibale Grimaldi. Annessione di Nizza all'Italia. L'anno 1799 vide un periodo di nuova, violenta, persecuzione religiosa, condotta dal generale francese di origine nizzarda Andrea Massena, che causò un forte incremento dell'attività dei barbets, i cui ranghi si rafforzarono notevolmente. L'annessione delle Marche fu formalizzata con regio decreto 17 dicembre 1860, n. 4500, mentre l'annessione dell'Umbria con regio decreto 17 dicembre 1860, n. 4501. Collegamenti esterni. Nizza fu fondata attorno al 350 a.C. dai coloni greci di Marsiglia e ricevette il nome di Nikaia (Νίκαια) , in onore della dea della vittoria Nike, a ricordo della vittoria sui Liguri. Diedero impulso all'agricoltura con il recupero di aree incolte o abbandonate, le bonifiche e le migliorie agronomiche con il recupero e la diffusione di oliveti (fra cui la cultivar di oliva taggiasca), vigneti, castagneti, mulini, frantoi, ecc. Nel periodo consolare e successivamente in quello imperiale, l'atteggiamento delle autorità francesi divenne molto più conciliante con la popolazione, riducendo così i motivi di scontento che avevano dato origine alla nascita del barbetismo. Anche la contea di Nizza si apprestava a subire la medesima sorte: Nizza venne abbandonata precipitosamente dal governatore piemontese, generale Courten, al primo apparire delle truppe francesi ed il 29 settembre 1792, alle ore 16, il generale francese d'Anselme entrava con le sue truppe nella città, che fino a quel momento era appartenuta ai territori del regno di Sardegna, e v'instaurava un'amministrazione provvisoria. Nel 1900 la linea dei tram di Nizza venne elettrificata ed estesa all'interno département, da Mentone a Cagnes-sur-Mer. Il 14 luglio 1942 per la prima volta diverse centinaia di manifestanti scesero in strada lungo l'Avenue de la Victoire e in Place Masséna. Fra il VII e VIII secolo vi furono numerose fondazioni, l'abbazia di San Martino dell'Isola Gallinara di Albenga, che ebbe possedimenti in Italia, in Catalogna e Barcellona, in Provenza specie nella zona di Fréjus (fra cui la chiesa di San Leonzio)[6] e in Corsica[7], il monastero di Villaregia di Santo Stefano al Mare, i monaci di Pedona fonderanno anche l'abbazia di Nostra Signora del Canneto di Taggia e sulle alture di Nizza fra il VII e VIII secolo il monastero di Cimiez poi distrutto dai saraceni e ricostruito dai monaci dell'abbazia di Saint-Pons di Nizza fondata dai monaci di Lerino verso la fine del VIII secolo. Nel 1713 il Trattato di Utrecht riconobbe al duca sabaudo Vittorio Amedeo II il Regno di Sicilia, che venne permutato con il Regno di Sardegna nel 1718. Nel150° anniversario dell'annessione di Nizza, questo libro fa ilpunto ben documentato di questo evento epocale e delle sueconseguenze. Dopo l’annessione nacque un movimento che promosse l’annessione di Nizza all’Italia; questo movimento è conosciuto come Irredentismo italiano. Originariamente Scritto da Biordo però allora si pone la domanda: come è possibile che una città pro italiana al 92% nel 1871 (percentuali che non si Due uomini hanno segnato questo periodo: Jean Médecin, sindaco per 33 anni dal 1928 al 1943 e dal 1947 al 1965, e suo figlio Jacques Médecin, sindaco per 24 anni dal 1966 al 1990.