Valicate le Alpi su chiamata di Lodovico il Moro, attraversò gli Appennini al Passo della Cisa. Nel tentativo di evitare gli errori del suo predecessore, Luigi XII di Francia annetté il ducato di Milano e firmò un accordo con Ferdinando d'Aragona (già governatore di Sicilia e di Sardegna) per condividere il Regno di Napoli. Per assicurarsi l'alleanza con gli Spagnoli contro la Francia, Giulio II, che pure era stato per la vicenda del 1494 anti-spagnolo e filo-francese, promise a Ferdinando un'investitura formale al trono di Napoli, cosa che comunque assicurava al pontefice il riconoscimento di quel reame come feudo papale (nella tradizione del Regno di Sicilia). Persosi d’animo di fronte alle frequenti sconfitte dei suoi, stipulò la pace con i Longobardi, però a condizione che i Nella guerra che si aprì, Giulio II prese personalmente possesso della fortezza di Mirandola, tenuta dagli Este alleati dei Francesi, evitando una palla di cannone e scalando le mura della cittadella nonostante una forte nevicata. Le circostanze furono dunque propizie affinché nascesse, il 10 dicembre 1508, la Lega di Cambrai, alleanza formalmente anti-Ottomana ma nei fatti anti-Veneziana, che avrebbe incluso Spagna, Impero, Francia, e Papato. TUTTI I POST DI CAPO NERD SU STAR WARS THE OLD REPUBLIC Stando a ciò che scrive Paolo Diacono, l'imperatore Giustino II, intorno al 568, ricevette le proteste degli abitanti di Roma, che sostenevano che era meglio sottostare alla dominazione gota piuttosto che a quella greca e minacciavano, in caso di mancata rimozione di Narsete, di consegnare Roma e l'Italia ai Barbari[10]. [27] Il Papa mise quindi da parte la sua politica Italiana per unirsi alla coalizione internazionale volta a colpire Venezia, che venne duramente sconfitta da un esercito a guida Francese nella battaglia di Agnadello, combattuta il 14 maggio 1509. Nel 1508, Massimiliano scese una seconda volta in Italia, fermandosi a Trento per compiere lo storico rito medievale, e venne riconosciuto come "Imperatore eletto" (la designazione avuta dai principi elettori tedeschi nel 1493) da papa Giulio II. onde aperta la via da lui a quegli che seguitorno, molte guerre, conti- nuate molti mesi, si sono vinte più con la industria con l’arti con la ele- zione provida de’ vantaggi, che con l’armi. [66] I francesi marciarono poi verso il Piemonte arrivando ad occupare Carignano insieme a Pinerolo, Chieri e Carmagnola. Grazie alle guerre vinte contro Cartagine, Roma era diventata la potenza egemone nel Mediterraneo: dal Lazio aveva conquistato l’Italia, e dall’Italia, sconfiggendo Cartagine, aveva occupato molti territori bagnati dal Mar Mediterraneo in Africa, Francia, Spagna. [8] L'Impero romano d'Oriente era infatti in quell'epoca in impellenti necessità di entrate, non solo perché il lungo conflitto aveva drenato le casse dello stato ma anche a causa dell'epidemia di peste del 542, che aveva compromesso gravemente l'economia statale. Le guerre longobardo-bizantine furono una serie di conflitti che avvennero tra il 568 e il 751 tra Bizantini[1] e Longobardi per il possesso dell'Italia. Ma la situazione si stava per rovesciare nuovamente, perché il 18 ottobre 1503 era salito al soglio pontificio Papa Giulio II, al secolo Giuliano Della Rovere, determinato a fare di un Papato Italiano la potenza egemone negli affari Europei. Il sistema romano-bizantino della iugatio-capitatio, istituito da Diocleziano, stabiliva infatti in anticipo l'ammontare della cifra che i cittadini dovevano sborsare, senza tener conto di eventuali devastazioni ad opera di invasori, carestie, epidemie e altri fattori che potessero provocare un cattivo raccolto; solo in casi di devastazioni molto gravi le autorità riducevano temporaneamente il carico fiscale della provincia colpita dalla catastrofe. La prima guerra mondiale. Il 3 aprile lo stesso fu fatto tra Enrico II di Francia e Filippo II di Spagna. Il 1º gennaio 1515 anche Luigi XII morì[36] e fu succeduto al trono di Francia dal nipote ventenne Francesco I. Questi, deciso a perseverare nel disegno del predecessore, alleato ancora con Venezia, condusse l'esercito francese oltre le Alpi cogliendo una grande vittoria sulle truppe svizzere nel corso della battaglia di Marignano, combattuta tra il 13 e il 14 settembre 1515 presso l'odierna Melegnano. la prudenza dell'esercito bizantino che in genere, invece di affrontare subito gli invasori con il rischio di farsi distruggere l'esercito, attendeva che si ritirassero con il loro bottino e solo in caso di necessità interveniva. - Secondo Antioco di Siracusa (Dion. Impossessatosi del Ducato di Milano, Francesco I ristabilì Venezia nei confini del 1454, ottenne la "pace perpetua" con la Svizzera, che avrebbe fornito alla Francia i propri mercenari da quel momento in poi, e fece del principe Andrea Doria di Genova il suo ammiraglio, garantendosi l'alleanza con la città ligure. L'Italia bizantina fu suddivisa in vari ducati, retti da dux o magister militum: la Pentapoli, Istria, Napoli, Roma, Perugia e forse, anche se sono congetture non confermate da fonti dell'epoca, anche in Liguria e nelle regioni del Sud Italia. [69] Il 2 aprile fu firmata la pace tra i delegati di Elisabetta I d'Inghilterra ed Enrico II di Francia. Il conflitto continuò comunque con i successori. [4] La Sardegna e la Corsica facevano già parte, fin dai tempi della guerra vandalica (533-534), della Prefettura del pretorio d'Africa. Entrambe le parti si sforzarono di presentarsi come i veri vincitori di quella battaglia: il Marchese di Mantova commissionò a dei pittori la celebre "Madonna della Vittoria", ma nasceva altresì il mito del coraggioso trionfo dei soldati del re, noto come "furia francese". [28] Venezia dovette pertanto rinunciare a tutte le conquiste territoriali successive al 1494 in favore di Spagna, Francia, e Asburgo, ma riuscì a salvare il Veneto e se stessa grazie alla resistenza di Padova ad uno storico assedio.[29]. Nonostante le leggi di Giustiniano per contrastare questo fenomeno, esso continuò ad essere presente e, in alcune epistole dirette all'imperatore Maurizio (risalenti alla fine del VI secolo), papa Gregorio I si lamentò delle iniquità commesse dagli esattori imperiali in Sicilia, Sardegna e Corsica che avevano spinto parte della popolazione ad emigrare nella «nefandissima nazione dei Longobardi». Al tempo stesso l'accordo rappresenta il definitivo consolidamento del domini spagnoli in Italia. Ma una nuova guerra scoppiò nello stesso 1526. [2], In cinque mesi, dal settembre 1494 al febbraio 1495, Carlo VIII percorse l'Italia lungo l'antica via Francigena senza dover realmente combattere. Nel 1492 si manifestò di fatto la fine della lega Italica con la morte del suo ago della bilancia, Lorenzo il Magnifico, e di Papa Innocenzo VIII, sostituito da un pontefice forestiero, Alessandro VI Borja, estraneo agli interessi d'Italia. Milano fu espugnata il 2 settembre 1499 e Ludovico il Moro trovò rifugio in Germania presso Massimiliano I d'Asburgo (divenuto marito di Bianca Maria Sforza, nipote del Moro). L'esarca aveva piena autorità sia civile che militare, e risiedeva a Ravenna. La conquista di alcune regioni italiane risultò essere effimera per i Bizantini, mentre il dominio di altre si protrasse per alcuni secoli. Il 13 agosto 554, con la promulgazione a Costantinopoli da parte di Giustiniano di una pragmatica sanctio (pro petitione Vigilii) (Prammatica sanzione sulle richieste di papa Vigilio), l'Italia rientrava, sebbene non ancora del tutto pacificata, nel dominio romano. L'ultimo significativo scontro, la battaglia di San Quintino (1557), fu vinto da Emanuele Filiberto di Savoia per le forze spagnole e imperiali: ciò portò alla restaurazione in Piemonte, occupato dalla Francia precedentemente, di casa Savoia. Gli stati del Mezzogiorno passeranno ad un ramo cadetto dei Borbone di Spagna dopo le Guerre di successione austriache del '700. Tra 1496 e 1498 crollò il sistema di potere Francese in Italia. Gattinara morì in quello stesso 1530 in cui vedeva realizzarsi l'incoronazione di Carlo V per mano papale, evento importante nella concezione medievale della sovranità imperiale. L'episodio della caduta di Pietra Pertusa viene narrato da Agnello in Vit. La guerra Anglo somala. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 18 gen 2021 alle 19:58. Persoiustiniani e Cadisiani di Grado) mentre altri vennero creati in Italia (es. Dopo tre anni di sfiancante guerra di logoramento, la sovrapposizione dei conflitti e la simultanea presenza di due irriducibili nemici, come l'esercito francese e quello dei principi tedeschi, indusse Carlo V a interrompere i conflitti. Secondo la parola d’ordine del Duce, “era giunta l’ora di mettere il paese sul “piano dell’impero”. L'Italia rinascimentale si apprestava quindi a diventare il principale campo di battaglia d'Europa per i sessantacinque anni a venire. Con ciò alcuni cittadini fiorentini tentarono di stabilire una repubblica in città, mentre altri della fazione medicea cercarono di mettere al potere il diciassettenne Cosimo de' Medici. La Lega pianificò l'inizio delle ostilità per i primi mesi del 1526 sfruttando un periodo non facile per gli imperiali che accusavano diserzioni tra le loro truppe mercenarie, malcontente per non aver più ricevuto i pagamenti per i loro servigi. [3], La spedizione di Carlo VIII nella penisola venne preceduta da un'accurata preparazione diplomatica e dalla mobilitazione di un'ingente forza militare. N. 75 - Marzo 2014 (CVI). In linea di principio, Leone X avrebbe optato per un fare imperatore un terzo soggetto, come Enrico VIII di Inghilterra, che pure convinse a candidarsi, o Federico di Sassonia, cui donò la rosa d'oro, ma era consapevole che ad essere stato eletto dai principi sarebbe stato stato uno tra Francesco e Carlo. La morte di Giulio II, mente della Lega Santa, fece della Milano di Massimiliano Sforza sostanzialmente un protettorato della Svizzera, che dell'alleanza era il braccio armato. Da locali le guerre divennero in breve tempo di scala europea, coinvolgendo, oltre alla Francia anche la maggior parte degli stati italiani, il Sacro Romano Impero, la Spagna, l'Inghilterra e l'Impero Ottomano. [22] Anzitutto, nei primi anni di pontificato, egli si volse contro i membri della famiglia e del partito dei Borja, privandoli dei loro titoli e onori o esiliandoli in Spagna (inveiva persino di mandare indietro le ossa del defunto Alessandro VI). Anche l'imperatore Massimiliano d'Asburgo e suo nipote Carlo d'Asburgo, già Duca dei Paesi Bassi borgognoni dal 1506 e succeduto al trono di Spagna alla morte di Ferdinando nel 1516, accettarono la riguadagnata posizione francese e stipularono, rispettivamente, il trattato di Bruxelles e quello di Noyon del 13 agosto 1516. Peraltro, Adriano VI dichiarò a sorpresa la propria neutralità nello scontro tra Impero e Francia, tirandosi fuori dal conflitto. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 27 dic 2020 alle 15:31. Queste si coalizzarono in una alleanza antifrancese, detta "Lega di Venezia", formata dopo intense trattative intercorse tra la Serenessima, promotrice del patto, e Milano, Spagna e Sacro Romano Impero. Inoltre la mancanza di coordinamento tra le truppe inglesi e quelle ispanico-imperiali e il deterioramento della situazione nel Mediterraneo, con l'avanzata dei turchi, portarono Carlo V a chiedere la cessazione delle ostilità e la restaurazione della situazione precedente in Francia e Italia. [18] Nella tradizione successiva, tuttavia, la battaglia viene indicata come una vittoria della Lega di Venezia: il fatto che i francesi dovettero abbandonare il campo di battaglia e gli accampamenti comportò la perdita di mezzi e munizioni, con la caduta del morale francese per quella che poteva configurarsi come fuga, nonché l'impossibilità a ritornare subito in Italia ed evitare di perdere quanto di guadagnato prima della giornata di Fornovo. Alla fine dello stesso anno, una flotta turca si trova già al largo di Genova, pronta ad attaccare in coordinamento con le forze terrestri che marciavano verso la stessa città. Longino consegnò il tesoro dei Longobardi, che Rosmunda e Elmichi avevano portato con loro a Ravenna, all'Imperatore. La Serenissima aveva ricavato, dal declino Aragonese, alcuni porti Pugliesi che le permettevano di controllare e chiudere il mare Adriatico, possedimenti che Ferdinando di Spagna ora rivendicava in quanto sovrano di Napoli. Infine, nello Stato pontificio i cardinali avversi allo spagnolo Alessandro VI sperano che con la discesa di Carlo VIII si possa deporre il papa ed eleggere al pontificato Giuliano della Rovere (il futuro Giulio II). La fanteria vide profonde evoluzioni durante le guerre italiane, trasformandosi da una forza prevalentemente armata con picche e alabarde ad una disposizione più flessibile di archibugieri, picchieri e altre specialità. La partecipazione attiva dei turchi alla guerra non fu quindi significativa ma il loro stesso ingresso nel conflitto ebbe un effetto frenante sulle azioni di Carlo V che si trovò a fronteggiarli a est, mentre doveva confrontarsi con i francesi a ovest e i principi luterani (riunitisi nella Lega di Smalcalda) nel proprio interno, ponendolo quindi nelle condizioni di perseguire una pace. Nel 1492, con la morte di Lorenzo de' Medici, era crollata la Lega Italica che aveva assicurato la pace nella penisola per 40 anni. Muratori, pag. Sempre nel 1559, Ferdinando istituirà una sezione speciale del Consiglio aulico con il compito di far valere la giurisdizione Imperiale su questi stati. Guerre del Risorgimento italiano‎ (8 C, 2 P) O Occupazione italiana dell'Albania (1939-1943)‎ (7 P) P [37] Marignano fu un successo storico per la Francia, che aveva infine trovato una vittoria completa e netta rispetto alle due precedenti grandi battaglie di Fornovo (1495) e Ravenna (1512). Contestualmente, il Papa riannetteva Parma e Piacenza allo Stato Pontificio, vendicando la pace di Bologna. Tuttavia, le truppe protestanti tedesche ammutinatesi a Carlo V saccheggiarono Roma nel 1527: questo evento rappresentò un punto di svolta nello sviluppo delle guerre europee di religione e indusse Carlo V a concentrarsi sull'affermarsi del protestantesimo nel Sacro Romano Impero. La maggior parte dei combattimenti avvenuti durante le guerre italiane ebbe luogo durante gli assedi. Aderì al proposito papale l'Inghilterra, che però era lontana e coinvolta nel teatro nord-europeo, e soprattutto, per lo scacchiere Italiano, la Spagna. Il successore di Francesco I, Enrico II di Francia, approfittò della situazione e cercò di stabilire la supremazia in Italia invadendo la Corsica e la Toscana. [52] All'improvviso la Lega iniziò dunque a crollare. L'11 aprile 1512, si svolse la violentissima Battaglia di Ravenna, nella quale le forze francesi sconfissero l'armata Ispano-Pontificia guidata da Raimondo de Cardona e Fabrizio Colonna. Perciò nonostante la sconfitta, nella pace di Cateau-Cambrésis i francesi riuscirono a tenere le tre importanti piazzeforti in Lorena, recuperare Calais (tolta agli inglesi entrati brevemente nel conflitto) e a mantenere l'occupazione di Saluzzo in Piemonte. Nel frattempo le truppe francesi, comandate da Francesco di Borbone-Vendôme, sbaragliarono quelle imperiali nella Battaglia di Ceresole, ma non riuscirono a penetrare ulteriormente in Lombardia. Con l'abdicazione di Carlo V, Filippo II di Spagna ereditò Milano e il Mezzogiorno mentre Ferdinando I d'Asburgo divenne imperatore. Tale discesa spaventò i Francesi, che furono costretti a ritirarsi aldilà delle Alpi ed abbandonare le loro posizioni in Italia. Divenuto re, sommò ai diritti vantati su Napoli delle pretese ereditarie su Milano, essendo nipote di Valentina Visconti. Il fatto che un esercito cristiano e uno islamico avessero in concerto attaccato una città cristiana fu considerato dai contemporanei un evento sconcertante, tuttavia il re Francesco I compì qualcosa di ancora più scandaloso quando concesse il porto di Tolone alla flotta ottomana come quartiere navale per trascorrere l'inverno. Massimiliano era già ritornato in Germania affidando la questione di Pisa all'arbitrato degli Este di Ferrara, che la aggiudicarono alla Repubblica di Firenze, la quale non consentì ai Medici di ritornare in città ma abbandonò l'alleanza con la Francia. Essa prevedeva, da una parte, la cacciata dei Francesi da Milano per riportare al potere gli Sforza e, dall'altra, la conferma papale a Carlo V del titolo di imperatore e di re di Napoli (il precedente pontefice Giulio II, prevedendo l'unione delle due corone, aveva imposto la retrocessione di Napoli a chi fosse stato eletto Imperatore).